A San Marco dei Cavoti si respira un’aria nuova, decisamente meno fredda di quella che soffia in queste ore. E’ un’aria calda e coinvolgente come l’anima dei ragazzi che hanno deciso di vestire la maglia rossoblu, dopo svariati anni di letargo calcistico, e far ripartire la febbre “pallonara” in paese. A trascinare il morale dei compagni Gianni Pozzuto, capitano del San Marco. La sua storia è l’ennesima dimostrazione che, oltre il campo, il calcio può regalare molto di più, la serenità e l’entusiasmo che ti aiutano a tornare a vincere. Grazie al calcio, Gianni li ha pienamente ritrovati.
San Marco, una squadra finalmente ricompattata che finora ha dimostrato grandi cose. Dove può arrivare?
“Hai usato la parola giusta, una squadra “ricompattata”. E’ stata una scommessa. Dopo anni di calcio a buoni livelli e dopo un anno di paralisi calcistica abbiamo deciso, tra amici, che bisognava far qualcosa. Questa piazza lo merita e ci siamo dati tutti da fare, contattando le persone giuste. Dove possiamo arrivare non lo so, spero il più in alto possibile. Come dice sempre il nostro mister Colarusso: “dobbiamo continuare a volare basso”, anche se, in cuor nostro, non ti nascondo che i risultati ci fanno pensare anche al vertice, inutile nasconderlo. Del resto siamo consapevoli del nostro potenziale”.
Grande entusiasmo in campo e fuori. Pensi sia questo il segreto per fare bene?
“Senza ombra di dubbio. Inizialmente ti dicevo che la nostra è stata una scommessa e alla luce di come stanno andando le cose posso dirti che è stata una scommessa vinta, al di là di come andrà a finire. Intorno a noi c’è un entusiasmo pazzesco, non si era mai vista una cosa del genere a San Marco, neanche ai tempi di categorie superiori. Abbiamo un pubblico fantastico, che fa la differenza ogni domenica, sia in casa che fuori. Un pubblico formato da ragazzi e persone anziane, mai così unite ed entusiaste. Siamo un gruppo molto affiatato, che dubito si possa trovare in giro: fortunatamente anche i risultati ci stanno dando ragione”.
Gli sforzi della società hanno portato a innesti importanti, pensi che sia una squadra attrezzata per vincere?
“La società si è fatta in quattro per far sì che questa nostra avventura si svolgesse nella serenità più totale, anche quando – inizialmente – l’ambiente circostante era scettico. Ringrazio due persone su tutti: il presidente Patrizio Ricci e Giandonato De Conno, senza dimenticare Antonio Maddalena, Mario Pozzuto e tutti gli altri. Non hanno lasciato nulla al caso e gli ultimi innesti del bomber Robert Savu e Abramo Gafhir ne sono la prova. Penso che adesso siamo davvero al completo e che abbiamo tutte le carte in regola per dire la nostra fino alle battute finali del campionato”.
Parentesi Buonalbergo, una partita memorabile (6-4 per voi) in cui avete dato dimostrazione di forza. Forse non la migliore per te causa espulsione …
“Una partita a dir poco memorabile, rocambolesca, che poteva finire con una vittoria di entrambe le formazioni. Alla fine abbiamo vinto noi perché, a mio parere, abbiamo avuto semplicemente più cuore e un pubblico che ha fatto la differenza. Senza nulla togliere al Buonalbergo, una squadra davvero forte, attrezzata per vincere e che dirà la sua fino alla fine della stagione. Per noi ha rappresentato il bivio, ora sappiamo davvero quanto valiamo. Inoltre sono venute fuori anche delle grosse individualità quali quelle del nostro bomber Robert Savu e del nostro faro del centrocampo Gianni Paduano, certamente di un altro livello. Io purtroppo ho commesso un passo falso che, posso garantire, non si ripeterà più. Dagli errori si può solo crescere e lo farò, colgo l’occasione per ringraziare i miei compagni, i miei amici, che mi hanno da subito rincuorato. A loro ed al pubblico va il mio grazie più sincero”.
Una stagione così ad alto livello ve la aspettavate?
“Ad essere sincero devo dire che ci speravamo, anche se sapevamo che sarebbe stata molto dura. Questo è il primo anno che giochiamo tutti insieme. Nel nostro gruppo c’è chi, come me, da un po’ di anni aveva quasi smesso di giocare; e poi ci sono tanti ragazzi al primo campionato, quindi sapevamo di andare incontro a grosse difficoltà. Ma ci siamo stretti tutti intorno al nostro mister Colarusso, che ci ha insegnato qual’era il segreto per far bene: lavoro, impegno e sacrificio”.
In vista della difficile trasferta di Baselice come vi state preparando?
“Contro il Baselice sarà una gara da non sottovalutare. È un derby e siamo consapevoli dell’ambiente che troveremo lì. Noi andremo ad affrontarla con lo spirito giusto, come stiamo facendo ogni domenica, con la giusta umiltà ma con la consapevolezza di poter far bene. L’unico neo è rappresentato dalle condizioni climatiche visto che sono due settimane che non ci permettono di allenarci. Stiamo lavorando in palestra ma chi mastica un po’ di calcio sa che se manca il contatto col campo diventa tutto più difficile. Comunque ce la metteremo tutta e sono sicuro che non sfigureremo. Sarà una gran partita”.
Si ringrazia per la collaborazione Marco Borrillo.
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