La decisione del TNAS di ridurre la penalizzazione del Benevento da sei a due punti non è di certo passata inosservata. Il Taranto ha addirittura affidato il proprio pensiero ad un comunicato ufficiale, pubblicato sul sito della società ionica e che riportiamo integralmente, dove dichiara esplicitamente di essere contrario alla decisione odierna. Il sodalizio pugliese rammenta di essere partito con un handicap di un punto in questa stagione, ma dimentica di ricordare che fu la stessa società a non voler presentare ricorso in merito. Un Taranto che attende ancora il conto della Disciplinare per il pagamento ritardato degli stipendi. Allora viene spontaneo chiedersi perchè non pensare ai propri di problemi invece di invocare una “panolada” di protesta in diretta televisiva? Probabilmente la risalita del Benevento da fastidio a qualcuno che non ha ancora dimenticato la notte del 31 ottobre 2011…
Il 5 giugno 2011 da Roma è salpata una nave carica di sogni e speranze per affrontare un primo viaggio che non sapeva dove l’avrebbe portata. Durante questo viaggio la nave si è imbattuta in mille vicissitudini. Immediatamente ha dovuto accelerare la sua tabella di marcia per recuperare il terreno perduto a causa di una falla “provocata da un membro di un equipaggio non appartenente ad essa”.
Panolada di protesta per i tifosi del Taranto
Nel corso della sua navigazione, l’Associazione Sportiva Taranto Calcio si è imbattuta in mille avversità.
Proseguendo ostinatamente lungo la sua rotta.
Perché attraccare in quel porto tanto sognato ripagherebbe questo equipaggio di ogni sacrificio.
Compresi quelli affrontati per azioni non imputabili a elementi di questa ciurma.
Tra queste difficoltà, quella di cominciare la navigazione con una lunghezza di ritardo.
Una scelta sofferta, ma necessaria.
Ritenendo illogico doversi difendere per fatti in cui è comprovata la nostra estraneità.
Apprendiamo oggi, a poche ora da una difficile e fondamentale tappa del nostro viaggio, che l’imbarcazione che trasportava chi ha aperto una falla (anche) nella nostra nave ha recuperato ulteriori quattro lunghezze.
Ciò non è tollerabile.
Non a causa di una società rispettabile, quella del Benevento, costretta solo da un principio fondante del codice di navigazione – quello della responsabilità oggettiva – a pagare caro il prezzo di una manovra non regolare.
Ma per il paradosso di essere oggi penalizzati di un punto per responsabilità presunta, sanzionati quasi in egual misura a chi paga per responsabilità oggettiva.
Abbiamo scoperto, nel corso di questo viaggio, di avere al nostro fianco un alleato unico: il pubblico di Taranto.
Capace di sostenere e difendere questa imbarcazione con correttezza e civiltà.
A questo pubblico chiediamo, ancora, di scendere in campo al nostro fianco.
Con garbo e civiltà.
Portando un fazzoletto bianco da sventolare, tutti insieme in occasione di Taranto – Sorrento.
In segno di civilissima protesta.
Articoli correlati:
Commenti