Ennesimo match salvezza, ennesima sfida contro una società dal glorioso passato. Per il Benevento la storia sembra puntualmente ripetersi. Quello che andrà ripetuto, però, sarà il risultato conseguito nell’ultima trasferta di Pavia, per cancellare il ricordo di Gianni Simonelli e per iniziare nel migliore dei modi il cammino con la coppia Imbriani-Martinez. Di contro, però, ci sarà una Spal che, come detto, vorrà tirarsi fuori dalle sabbie mobili e agganciare in classifica i giallorossi, avanti di tre lunghezze. Scopriamo insieme la compagine di Ferrara.
STORIA – Pochi sanno che l’acronimo S.P.A.L. significa per esteso Società Polisportiva Ars et Labor 1907. La compagine di Ferrara è stata fondata nel lontano 1907 ma, come va di “moda” ultimamente, è stata costretta a ricorrere al Lodo Petrucci nel 2005, in seguito al fallimento del precedente assetto societario. Una Spal che nella sua storia vanta 16 partecipazioni nel massimo campionato italiano, detenendo una Coppa Italia di Serie C, una Coppa dell’Amicizia italo-svizzera e il primo posto nel campionato di Serie B 1950/51. L’apice, però, fu toccato nella stagione 1959/60, quando gli emiliani raggiunsero il miglior risultato a livello nazionale della propria storia, giungendo al quinto posto in serie A. La storia più recente, invece, racconta di un decimo posto conquistato nel Girone A di Prima Divisione nella scorso campionato.
ANDAMENTO – Attualmente al 14° posto della graduatoria, la Spal è impantanata in piena zona Play Out con i suoi 1o punti (12 virtuali), frutto di tre vittorie ed altrettanti pareggi. Una squadra che in casa non vince dal 12 ottobre, quando riuscì a rifilare un poker al Pavia. Gli altri due successi sono giunti, nell’ordine, alla terza giornata contro il Viareggio e alla sesta in trasferta a Como. Spal che si presenta all’appuntamento contro i giallorossi dopo una serie di tre sconfitte consecutive, ultima quella nel posticipo con la Pro Vercelli. L’ultimo punto conquistato, invece, è stato frutto del pari imposto alla capolista Ternana.
Ad una discreta solidità difensiva, anche se sono 16 le reti subite fino ad ora, fa da contraltare una sterilità offensiva che, con 11 centri, fa di quello spallino uno degli attacchi peggiori della categoria.
IL TECNICO – Fino ad ora, dunque, la cura del 40enne Stefano Vecchi non ha portato i frutti sperati dal presidente Cesare Butelli. Eppure, Vecchi, viene segnalato come uno dei tecnici emergenti più interessanti del panorama italiano. Quando era ancora alla guida della Tritium, società con la quale ha compiuto il salto di qualità, su di lui si erano posati gli occhi dell’Albinoleffe, alle prese con il dopo Mondonico.
Ex giocatore, cresciuto nelle giovanili dell’Inter, Vecchi ha militato principalmente in Serie C nell’arco della propria carriera. Spezia, Arezzo, Fiorenzuola e proprio Spal, queste le formazioni nelle quali ha militato. La carriera di allenatore, invece, ha preso il via in Promozione, al Mapello. Con il passare degli anni ha compiuto passi da gigante, fino al doppio salto di categoria con la Tritium.
LA ROSA – Sono 27 i giocatori a disposizione di Vecchi, la cui età media è pari a 24,8 anni. Il giocatore più pericoloso è sicuramente il marocchino Rachid Arma, l’attaccante con un passato nel Torino ed autore di 8 centri in questa stagione (praticamente quasi il 73% delle realizzazioni totali dei ferraresi). Gli altri due stranieri della rosa emiliana sono il serbo Vlado Smit, messo fuori rosa al pari di Giuseppe Meloni, e l’attaccante francese Jean-Philippe Mendy.
Nelle fila spalline, però, a rubare la scena sono i difensori Marco Zamboni e Manuel Belleri, due giocatori con un passato nella massima serie. Zamboni, arrivato alla Spal nel 2008, vanta nel proprio curriculum le esperienze con Chievo, Juventus, Napoli, Lecce, Udinese, Reggina e Sampdoria, giusto per citare le più prestigiose. Non è da meno Manuel Belleri che ha vestito le maglie di Empoli, Udinese, Lazio, Atalanta, Bologna e Lecce, prima di approdare, nel 2010, alla compagine di Ferrara.
Per i tifosi giallorssi, quella con la Spal, sarà anche l’occasione per rivedere all’opera Cristian Agnelli. L’ex Benevento, infatti, è uno dei punti fermi del centrocampo di Vecchi. Agnelli militò nel Sannio nella stagione 2007/08, chiusa con 33 presenze e 3 reti ma soprattutto con la promozione in Prima Divisione.
GIOVANILI – Solito sguardo a quei giocatori saliti alla ribalta dopo essere cresciuti nelle giovanili dei prossimi avversari del Benevento. Nella Spal ha mosso i primi passi Thomas Manfredini, 31enne difensore dell’Atalanta, finito sulla bocca di tutti dopo lo scandalo scommesse di questa estate. A centrocampo, invece, troviamo Davide Marchini, fresco di rescissione di contratto con lo Spezia dopo aver calcato palcoscenici più importanti. Concludiamo con l’attacco dopo spicca il nome di Fabio Bazzani, passato importante tra Sampdoria e Lazio ed oggi in campo con il Mezzolara, compagine di Serie D.
LO STADIO – Dal 1982 lo stadio comunale di Ferrara è intitolato a Paolo Mazza, il presidente dei sedici campionati di serie A della squadra. L’impianto è attivo dal 1928 ma la Spal lo occupa in pianta stabile soltanto dal 1951. Il “Paolo Mazza” è il quinto stadio italiano più vecchio ancora in funzione. Una capienza di 19.000 posti, con tribuna e curva ovest coperte. Recentemente è stato tolto il “curvino” est, settore riservato ai tifosi ospiti di fronte alla curva ovest; settore spostato in una parte della gradinata.
Articoli correlati:
Commenti