Incontro in redazione con un giocatore beneventano, passionale e sanguigno, che continua a proposrsi con l’umiltà del ragazzino, nonostante i tanti anni di calcio a discreti livelli. Wagner Amabile, ancora scosso dall’epilogo Forza&Coraggio, ha ripercorso con noi le sensazioni del finale campionato e le vicende di questi ultimi giorni con lucidità. La voglia di giocare è ancora tanta come quella di sapere ed essere convinto che il mettersi in discussione sul piano personale non basta.
Partiamo inevitabilmente dalla Forza&Coraggio, come hai preso la decisione del presidente Taddeo?
Male, del resto sono uno dei “veterani” ed ho visto crescere questa squadra. Rispetto la decisione del presidente Taddeo, non mi ha mai fatto mancare nulla. Posso dire che mi dispiace perchè c’era davvero un bel gruppo ed una società valida. Società come la Forza&Coraggio se ne trovano poche in giro, probabilmente neanche in serie superiori.
Ieri sono scaduti i termini per l’iscrizione, in te c’era la speranza di un ripensamento?
La speranza è l’ultima a morire ma conosco il presidente Taddeo ed ho capito che era davvero finita quando in passato ci siamo ritrovati a piangere insieme. Il mio rapporto con lui va oltre al calcio e, sinceramente, avevo intuito che non ci sarebbero stati ripensamenti.
Come giudichi il campionato della Forza&Coraggio?

Abbiamo totalizzato 83 punti e non abbiamo vinto il campionato. Se ci avessero detto all’inizio una cosa del genere nessuno ci avrebbe creduto. Non so se le altre società sono state agevolate, se l’hanno fatto sono fatti loro. La Lega non ci ha mai dato una mano, le partite che abbiamo giocato e abbiamo vinto ce le siamo sempre sudate.
Parlando di partita, torniamo sulla sfida di Eboli. Cosa ti senti di dire?
Siamo arrivati a quella sfida dopo un bel filotto di vittorie. Come ti ho detto in precedenza, ci siamo sempre giocati le nostre partite ed abbiamo speso tante energie. Ad Eboli, poi, ci mancavano giocatori del calibro di Maiorano, Romano e Chiesa. Considera che tutti gli altri, poi, hanno tirato la “carretta” per un intero campionato e Gasperini, Tortora, Riccio e Caruso avevano problemi fisici. Volevano giocare a tutti i costi quella gara e hanno passato l’intera settimana tra terapie ed esami vari. Se avessimo giocato ad Eboli un mese prima, difficilmente ci avrebbero battuto. Nel primo non abbiamo demeritato anche se non abbiamo sfruttato l’uomo in più. Nel nostro momento migliore il loro mister è stato bravo a non togliere le tre punte mentre noi ci siamo sbilanciati e siamo stati puniti.
A Voghera invece?
Partita strana. Nella prima mezz’ora, a livello di possesso palla, penso di aver visto la miglior Forza&Coraggio dell’anno. Dopo il loro gol ero convinto che avremmo recuperato la partita invece sono rimasto deluso dalla mancata reazione della squadra. Sembrava quasi che non avessimo voglia di vincere.
I tuoi compagni si sono quasi tutti accasati. La tua situazione invece qual’è?
Per me è un pò più difficile rispetto agli altri. Ho trascroso quattro anni alla Forza&Coraggio, due da protagonista e altri due durante i quali ho giocato meno. In questo biennio ho svolto più un ruolo di uomo spogliatoio, del quale mi sento gratificato dall’affetto dimostratomi. Ho 33 anni ma ho tanta voglia di dimostrare ancora quello che valgo. Voglio mettermi nuovamente in discussione, se mi chiamano sono pronto ad andare ovunque anche se questo significherà sottoporsi a provini.
Non c’è stato davvero nessun contatto con qualche squadra?
Sono stato contattato solo da qualche mia ex squadra, tra le quali anche il Termoli. Il presidente mi ha chiamato ma c’è stata solo una chiacchierata tra di noi.
Tra un progetto locale ed uno fuori provincia, quale sceglieresti?
Sicuramente quello locale. Sono stato fuori per 14 anni e mi sono reso conto che quando giochi in casa vuoi sempre fare qualcosa di più. Questo, però, viene apprezzato raramente, anzi, sei più facilmente bersaglio di critiche. A me, comunque, interessa essere ben voluto solo all’interno della squadra.
Tra i tuoi ex compagni, quale consiglieresti ad un’eventuale società?
Sarebbe semplice dirti Riccio o Massaro, i quali, nonostante la loro età, erano sempre i primi ad arrivare agli allenamenti e a tirare, con la loro voglia, il gruppo. Hanno una voglia che non riscontro neanche nei ragazzini. Se devo fare un nome, però, ti dico Gasparini. Lui, secondo me, meriterebbe categorie superiori.
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