La notizia è di quelle che ha destabilizzato l’ambiente calcistico sannita: Massimo Taddeo, presidente della Forza&Coraggio, ha deciso di non iscrivere la squadra al prossimo campionato di Serie D. Troppe le delusioni di questi ultimi anni, le quali hanno fatto propendere il massimo dirigente del sodalizio sannita verso questa decisione. Un rammarico che si evince già dallo sguardo dello stesso Taddeo, quando lo incontriamo nell’impianto cittadino del “Mellusi”.
Presidente ma allora è vero quello che si dice in giro, la Forza&Coraggio non si iscriverà al prossimo campionato di Serie D? Da cosa è dipeso?

Ebbene si, è tutto vero. Ho fatto una serie di valutazioni in questi giorni che, premetto, non sono legate al risultato e alla sconfitta. In realtà è anche per quello, dopo aver disputato un grande campionato, totalizzato 83 punti con un girone di ritorno eccezionale ed, alla fine, ritrovarsi senza nulla tra le mani. Ripeto, la mia valutazione, però, è stata fatta a 360°. Ad Eboli è successo di tutto e di più, poi abbiamo affrontato i Play Off, ottenendo anche un sorteggio agevole, ma dopo una partita sbagliata ed un regolamento assurdo ci siamo ritrovati esclusi. Il comune, poi, con colpevole ritardo, ben due anni e mezzo, ha iniziato i lavori di adeguamento del Mellusi. Avete visto anche voi in che condizioni è il Meomartini, un terreno di gioco consumato e degli spalti dai quali è difficile seguire la partita. Le istituzioni qui non si sono mai viste, a differenza di quanto accaduto con il Benevento. Senza nulla togliere a Vigorito, quando ha dichiarato di voler andar via tutti sono corsi da lui, da noi non è venuto nessuno. Nessuno è stato vicino ad una società dal sangue beneventano e con questo non mi riferisco di certo a Massimo Taddeo. Con il tempo mi sono reso conto che ognuno ha i suoi limiti, esistono giustamente le varie categorie e probabilmente il massimo che potevo dare l’ho dato. L’Ebolitana è stata più brava di noi fuori dal campo, si è presentata allo scontro diretto senza squalificati e con giocatori freschi e pimpanti. Noi, invece, ci siamo arrivati con due squalificati ed una serie di infortunati ed acciaccati. Posso intervenire sul campo ma non posso pensare di aggiustare le partite, quello non è il mio calcio. Investo capitali ed il mio tempo, che sottraggo al lavoro e alla famiglia, ma mi trovo sempre a dover rincorrere. A questo punto mi tocca dire basta ed è dura dopo cinque anni e dopo aver sfiorato il professionismo. Per me è solo una questione di passione, non ho nessun ritorno e molte volte mi sono trovato a domandarmi fin dove potevo arrivare.
Presidente la sua passione è chiara ed evidente. La blocco altrimenti parla solo lei. Vista la situazione, qual’è stata la risposa delle istituzioni?
Non ho sentito nessuno. Solo per caso mi sono trovato ad incontrare l’assessore Lamparelli, mi ha dimostrato il suo rammarico ma come l’hanno fatto tutti i tifosi, nulla di più. Ha parlato a livello personale, non per bocca delle istituzioni ed essere trattato diversamente mi fa male. Avevo chiesto un colloquio al sindaco prima della sfida con il Voghera, per spiegare le mie motivazioni. Mi fu fatta una promessa di risentirci, questo tre giorni dopo le elezioni, ma fino ad oggi non ho ricevuto notizie.
Il rapporto con il Benevento e con i tifosi, invece, come lo definisce?
Penso che sia normale che il tifoso scelga il Benevento, lo farei anche io con tutta onestà. A Voghera ci vennero a seguire gli “Stregoni del Nord”, fu una cosa che mi fece enormemente piacere. Il mio desiderio è sempre stato quello di camminare sulla stessa lunghezza d’onda. Con Vigorito mi sono incontrato e mi ha spiegato il perchè della mancata disponibilità dello stadio. Lui ha investito tanti soldi di tasca propria, è un impianto che giustamente sente suo nonostante sia del comune. Ho capito, mi sono trovato d’accordo con il suo pensiero e ne ho preso atto.
Onestamente, Massimo Taddeo potrebbe cambiare idea?

Non cambierò idea perchè io non ho deciso sulla base di una semplice sconfitta. Non dipende neanche dal comune ma perchè questa società ha raccolto il massimo, oltre il quale non possiamo andare. Benevento non ha lo spazio vitale, mentale e probabilmente neanche economico per sostenere due squadre. completo.
Diciamoci la verità però, vista la sua voglia di calcio penso che la porta non sia del tutto chiusa.
Non è chiusa del tutto. A 40 anni dovevo decidere cosa fare e il professor Falda e Don Domenico Miraglia mi affidarono la presidenza del club. Volevamo vedere dove potevamo arrivare partendo dalla Seconda Categoria. Facemmo anche una scommessa, tra cui c’era anche Ciro Mauro, per vedere se in quattro anni riuscivamo a raggiungere la Serie D. Ci mettemmo tre anni ed allora decidemmo di vedere di che pasta fossimo fatti anche in quel nuovo campionato. Il primo anno arrivammo secondi, viaggiando sulle ali dell’entusiasmo. Avevamo contro il Neapolis di Moxedano che vinse un campionato a vele spiegate. L’anno dopo ci informammo su quale girone potesse essere il più “pulito”. Da inesperti ci fidammo e fummo inseriti in quello siciliano. Abbiamo sempre messo in campo le nostre qualità, volevamo vincere il campionato e gli 83 punti conquistati l’hanno dimostrato. L’Ebolitana è stata abile con i suoi dirigenti anche fuori dal campo, lo sanno tutti. Adesso loro sono andati in Lega Pro e noi rischiamo di scomparire. In Lega Pro non avrei abbandonato per una ragione, perchè avremmo vinto con il riscontro del campo, un risultato che sarebbe stato dovuto alla passione. Avremmo investito sui giovani, avevamo un accordo anche con il Benevento. La Seconda Divisione poteva essere una vetrina importante anche per loro. Sarebbero stati nuovi interessi, nuovi stimoli ma ora la mia decisione è stata presa in modo sereno, di più non avrei potuto dare. Va bene così, mi sono misurato, ho ottenuto risultato fino a… (il presidente si blocca rammaricato, ndr)
Nel caso in cui non si iscriva in Serie D è confermata la “ripartenza” dalla Seconda Categoria?
Credo che sarà così, il nome della Forza&Coraggio non sparirà, lo devo a Don Domenico Miraglia e a Falda. Sembrerà incosciente perdere il titolo di Serie D ma non perderemo il nome. Ci divertiremo, forse creando qualcosa che faccia emergere la parte buona del calcio. La colpa è della Lega perchè permette l’iscrizione di società che non hanno le risorse economiche. Queste squadre poi falliscono e non pagano gli stipendi. Ci sono giocatori che vivono per questo e di conseguenza accettano “mezzucci”. Basterebbe alzare l’iscrizione o la quota della fideiussione come soluzione. Ad esempio il Pomezia ha fatto carte false per iscriversi e si è arrivati a scoprirlo solo a marzo, senza che nessuno si sia curato di controllare prima. La mia valutazione, ti ripeto, è serena ed è fatta con il cuore, non per una sconfitta o per altre scuse. Concludo dicendo che davvero c’è stata una serenità di pensiero dietro a questa decisione.
Presidente la ringrazio davvero. La saluto con la speranza che possa ripensarci e confidandole che dalle sue parole si evince uno spiraglio per il futuro.
Vedremo, nella vita mai dire mai. Grazie a voi, a presto.
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