“Siamo soddisfatti degli stadi pieni nelle nostre gare. Sono stati più di 65mila gli spettatori delle partite dei play off di Prima Divisione, domenica scorsa. Ciò testimonia che la passione e il tifo sano sono presenti nei nostri stadi. Vogliamo un calcio con i tifosi ed è per questo che non ci saranno più partite a porte chiuse”.

A dirlo è Francesco Ghirelli, direttore della Lega Pro, che sottolinea il lavoro svolto per queste competizioni anche per garantire la sicurezza del pubblico, in collaborazione con l’Osservatorio delle Manifestazioni sportive. A tal proposito, la Lega Pro, in accordo con le questure locali, in un segnale di apertura si è adoperata per aumentare la capienza delle strutture di Avellino, Benevento e Roma, vista l’alta richiesta.
“E’ un’attività che abbiamo intrapreso, in sinergia con l’Osservatorio del Ministero degli Interni – prosegue Ghirelli - e ci auguriamo che questo impegno sia compreso e condiviso da tutti e che ci sia una risposta corretta di comportamento da parte delle tifoserie come hanno sempre dimostrato”.
I play off sono stati introdotti dall’ex Serie C, oggi Lega Pro, nel 1993-94.
“La scelta dell’introduzione dei play – continua il direttore generale Ghirelli - è stata lungimirante. E’ bello vedere gli stadi pieni e vivere in 180 minuti un risultato importante. Riusciamo a riempirli per i play perché non ci sono tutte le partite spalmate, in vari orari e giorni, del calcio di vertice, confermando con ciò il nostro diritto ad avere una giusta quota del 10% del Decreto Melandri sui diritti Tv.
Quando rivendichiamo una cifra pari al danno che ci è stato arrecato, abbiamo la conferma di aver ragione proprio guardando gli stadi pieni di tifosi. Ecco la ragione del ricorso al Tnas”.
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