La colonna dorsale, meglio
definita come “tratto toracico della colonna vertebrale o colonna toracica” è meno mobile rispetto a quello cervicale e lombare perché ciascuna delle sue dodici vertebre è vincolata a due costole, una destra ed una sinistra, che nel loro insieme formano la gabbia toracica. Per tale ragione, qualsiasi deformità delle vertebre toraciche sarà accompagnata da una più o meno evidente deformazione delle costole. Ciò, come vedremo meglio fra qualche settimana, complica il trattamento delle patologie di tale livello e soprattutto delle scoliosi.
La patologia più importante ed apparentemente la più frequente di tale tratto di colonna da mettere in relazione con le disfunzioni del Sistema Tonico-Posturale e che mette in ansia tanti genitori è la cosiddetta “cifosi”, da definire, però, più correttamente iper-cifosi perché la normalità di assetto dorsale è appunto una cifosi (figura a sinistra).
Ma va detto subito che un’altra patologia, sicuramente più frequente dell’iper-cifosi, è il dorso piatto (il “flat back” degli anglosassoni) che si associa alla stragrande maggioranza delle scoliosi, di qualsiasi gravità esse siano e che, mettendole in evidenza, genera il quadro delle “scapole alate” (figura a destra).
Per fare chiarezza, è da tener presente che la colonna vertebrale deve essere diritta se vista di faccia ma deve presentare quattro curve se vista di lato e precisamente due cifosi (quella toracica e quella dell’osso sacro) e due lordosi (quella cervicale e quella lombare). Ciascuna di tali curve deve avere un’ampiezza di circa 35°.
A proposito del dorso piatto io ed il dr Ambrosio, per la tesi del Master in Posturologia Clinica conseguito da ambedue presso
l’Università di Pisa due anni fa, abbiamo compiuto uno studio su 129 bambini di età compresa fra gli 8 e i 12 anni, finalizzato alla ricerca di relazioni tra le malocclusioni, le deglutizioni scorrette e l’assetto della colonna vertebrale. Abbiamo scoperto che nessun ragazzo/a che avesse un’occlusione ed una deglutizione normale presentava il tipo di disassetto vertebrale che si vede in figura (dorso piatto associato ad iperlordosi).
Ma torniamo a noi. L’ipercifosi toracica, più o meno armonica o localizzata, in ambito posturologico è riconducibile a quello che in ortopedia classica viene definito “dorso curvo astenico giovanile”, che è causato da un deficit di tono e/o di attivazione della catena muscolare di estensione.
Tale assetto è appannaggio di quegli adolescenti un po’ timidi, chiusi, “arrotolati ed appesi su se stessi”. A questo punto, trattandosi di bambini e di adolescenti, cerchiamo di sfatare un mito: “lo zaino pesante!”.
E’ di tutta evidenza, contrariamente a quanto si pensa ed a quanto si viene indotti a pensare, che trasportare chini sotto il suo peso tale “famigerato strumento di tortura” per 10, 20 minuti al dì o anche un’ora, anche se continuativa, non può essere in alcun modo responsabile dell’insorgenza di dorso curvo o quant’altro visto che nelle restanti ben 23 ore di una giornata il dorso fa tutt’altro!
Il “dorso curvo astenico giovanile” va differenziato da quello ben più grave e di più difficile trattamento secondario al “morbo di Scheuermann” (figure ai lati) che è una malattia delle cartilagini di accrescimento delle vertebre, localizzate alle estremità craniale e caudale (rispettivamente parte alta e bassa) di ciascun corpo vertebrale.
E va differenziato anche da quello secondario ad iperlordosi lombare con anche flesse e rigide.
Altra importante ipercifosi è quella degli anziani ma è dovuta a crolli vertebrali multipli da osteoporosi e perciò nulla ha a che vedere con le disfunzioni del STP.
I gibbi (volgarmente gobbe), una volta molto frequenti e secondari alla tubercolosi ossea vertebrale, sono localizzati ad una delle due metà del dorso ed attualmente si vedono quasi esclusivamente nelle scoliosi – di qualsiasi natura esse siano – e sono generati dalle deformità delle coste come detto in precedenza. Un gibbo, quindi, di qualsiasi entità, deve sempre far sospettare da una scoliosi.
Rare ma pericolosissime sono le ernie del disco di questo tratto di colonna perché il canale che contiene il midollo spinale è stretto per buona parte della sua estensione e si generano, quindi, facilmente delle compressioni che possono portare alla paralisi degli arti inferiori e degli sfinteri.
Anche qui, scoperta una deformità del dorso, va verificato se sia o no dovuta a disfunzione del STP per poter attuare la terapia più idonea.
Albino Sarchioto
ortopedico e posturologo
www.centroreset.it
Articoli correlati:
Commenti