Abbiamo ritenuto opportuno, a seguito della pubblicazione del video storico l’inaugurazione del Santa Colomba, dare voce a due dei protagonisti di quella giornata per farci raccontare e condividere le loro emozioni, anche perchè fanno parte, tutt’ora, della storia del calcio sannita. E’ anche il modo per ringraziare Paolo Saviano e Reno Giannantonio per la disponibilità nei nostri confronti.
Intervista a Paolo Saviano.
Inaugurazione del Santa Colomba, autore del primo gol nel nuovo stadio. Raccontaci.
E’ stato un giorno meraviglioso, sai uno di quei giorni che non dimenticherò mai. C’erano tutti gli ingredienti giusti, lo stadio pieno soprattutto di famiglie con i bambini, come dovrebbe essere oggi. Una vera e genuina festa di sport. Una splendida giornata di sole, la cerimonia iniziale con la messa e la benedizione, i paracadutisti le premiazioni per tutti coloro che si erano adoperati per l’ evento. A seguire la gara con l’ Ascoli di Costantino Rozzi, presidente della formazione marchigiana e realizzatore dell’opera. Poi il boato dello stadio al primo gol e la sorte o Dio ha voluto che fossi proprio io a realizzarlo. Come si fa dimenticare quel boato di gioia di tutto lo stadio. Tuttora quella gioia è sempre viva nella mia mente e nel mio cuore e se per un attimo dovessi dimenticarlo ci sono sempre i tifosi, quelli spontanei di una volta, che incontrandomi per strada me lo ricordano. Questa continua manifestazione d’affetto legata a quella rete è la gioia più grande per il sottoscritto perchè vuol dire che al di la di ogni altra cosa, comunque ho lasciato di me buoni ricordi nei beneventani, popolo da cui ho anch’io ricevuto tanto.
Quattro stagioni con il Benevento. Quanti e quali episodi ti provocano più trasporto emotivo?
Dei 4 campionati giocati nel Benevento ricordo con tanta nostalgia il primo, giocato al vecchio “Meomartini” Ero il più giovane della squadra e dovevo sopportare vecchi marpioni come Zica, Borghese, Perego che mi “costringevano” insieme ad altri ragazzi, a portare il borsone con le maglie. Non disdegnavano, comunque, consigli per farmi migliorare ed, in verità, mi sono stati di grande aiuto, non finirò mai di ringraziarli. Il primo anno al Santa Colomba è stato invece un pò cupo tanto da salvarci proprio alla penultima giornata con un gol di Cesare Ventura contro l’Arezzo nei minuti finali, fu una grande liberazione. Il terzo fu un campionato un po anonimo, senza infamia e senza lode, mentre l’ultimo, prima del mio passaggio alla Reggina, fu davvero esaltante. Non a caso il buon piazzamento permise di disputare la Coppa Italia con abbinamento a squadre di A e B. Era una sorta di posizioni play off di allora. In quegli anni ne ho conosciuti di allenatori,ben 7 in 4 stagioni. Da Rivellino a Gianmarinaro, passando per Leonardi, Landoni, Chiricallo, De Petrillo e Gastone Bean. Tutti chiaramente mi hanno lasciato dentro qualcosa di importante ma ad uno in particolare sono rimasto sempre un po più affezionato ed è proprio mister Bean. Per non parlare poi dei colleghi con i quali ho condiviso molti anni di professionismo come Cacitti, Ventura, Izzo, Zica, Gonnelli e tanti altri. Una bella gioia è quella di aver poi pronosticato una carriera importante a Beniamino Abate. A tutti, comunque, mando indistintamente un caloroso saluto!!!
Dall’autore del primo gol al Santa Colomba un augurio all’attuale Benevento.
Il mio augurio alla squadra è quello di regalare sempre emozioni ai tifosi Beneventani che, credetemi, restituiranno sempre più di quello che riceveranno. Concludo evidenziando che se io sono stato l’autore del primo gol al Santa Colomba, loro saranno i primi a conquistare la B su questo terreno.
Intervista a Reno Giannantonio.
Sei stato il commentatore di quella giornata. Che ricordo hai?
Ancora vivo e significativo. Era da due anni che mi occupavo di calcio come giornalista sportivo. Avevo seguito l’iter complicato per la costruzione dello stadio e vederlo completato, in tutta la sua bellezza, fu davvero un colpo al cuore. Palpitante, poichè la mia città era riuscita a dotarsi di un impianto all’avanguardia, sia pur troppo grande per l’esigenza territoriale. La telecronaca dell’avvenimento è rimasta una pietra miliare del mio percorso giornalistico.
Segui il Benevento e sei presente allo stadio da una vita. Cosa ricordi con maggiore emozione?
Il commento di Cavese – Juventus, gara valevole per la Coppa Italia, giocata al Santa Colomba con i giocatori in maglia bianconera che avevo ammirato solo in televisione e intervistarli poi, è stata una vera chicca difficile da dimenticare. Eguale gioia quando il Benevento dei Cotroneo e di mister Boccolini ritornò tra i professionisti. Fu una promozione per tutto l’ambiente che finalmente uscì dal pianeta dilettantistico.
Cosa pensi del Benevento di oggi?
E’ una squadra costruita per far entrare Benevento nella storia. Raggiungere un obiettivo mai ottenuto prima. Le potenzialità tecniche ci sono, vanno gestite un po meglio e con meno timore. Più coraggio da parte del nocchiero, qualche alternativa tattica va provata e un gioco meno frammentato. Solo così il sogno potrà divenire realtà.
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