Giuseppe Incocciati, detto semplicemente Beppe, non ha bisogno di presentazioni. 335 presenze e 70 reti tra Serie A e B come giocatore, attività iniziata nel Milan e durata 16 anni, fino alle ultime apparizioni con la maglia dell’Ascoli. Una carriera da allenatore intrapresa solo nel 2007 alla guida dei giovanissimi nazionali della Cisco Roma. Una breve parentesi ad Avellino per sostituire Alessandro Calori e poi il ritorno nella Capitale.
La terza squadra di Roma ha cambiato nome, passando da Cisco ad Atletico, ma ha dato continuità al lavoro iniziato lo scorso anno da Incocciati. Una stagione chiusa al terzo posto, il trionfo nei Paly Off eliminando prima il Brindisi e poi il Catanzaro con il conseguente approdo in Prima Divisione. La Cisco dell’anno scorso è stata capace di collezionare appena 4 sconfitte chiudendo con la miglior difesa dell’intero torneo. Quest’anno partenza con il botto, 3 vittorie su 3 sbancando Siracusa e Pisa ed ottenendo il primato in classifica.
Mister, prima di tutto complimenti, tre vittorie di fila non si fanno per caso.
Grazie, gentilissimi. Il nostro è l’esempio che il lavoro paga.
Si avvicina la sfida con il Benevento, che partita si aspetta?
Una partita sicuramente difficile. Il Benevento è una squadra che punta al salto di categoria. Dovremmo stare attenti, la vostra è una squadra che può colpire in qualsiasi momento. Sicuramente sarà una bella partita e i valori saranno evidenziati come sempre dal campo. Credo che quella di sabato sia una partita attesa da tanti, anche dalle altre compagini del Girone per capire meglio quelli che sono i reali valori di questo campionato.
Questo “nuovo” Atletico Roma a cosa punta?
Dipende tutto da e per quanto tempo riusciremo a mantenere alta la concentrazione. Noi non ci siamo posti limiti, siamo la a giocarcela con tutti. Cercheremo di mantenere quello che ci siamo guadagnati sul campo, con il lavoro svolto in questi anni. L’anno scorso abbiamo ottenuto una promozione ai Play Off contro il Catanzaro dopo aver concluso il campionato al terzo posto. Quest’anno stiamo continuando con quanto di buono fatto in precedenza.
La società le ha regalato anche Franceschini, come sta il giocatore?
Sta meglio, il valore del giocatore, poi, lo conoscete tutti. Domenica ha debuttato anche se per soli venti minuti. E’ un giocatore importante che tornerà utile nell’arco dell’intera stagione.
In rosa ha un giocatore che sembrava essere ad un passo dal Benevento, Miglietta. Cosa è successo?
Ah, non lo so. Io ho fatto di tutto per averlo perchè conoscevo il valore del giocatore. Ho avuto modo di seguirlo anche in passato e ora Miglietta sta facendo bene. Cosa sia successo di preciso con il Benevento non so dirlo, ma so che mi fa piacere averlo in squadra.
La sua, come allenatore, è una carriera giovane, cosa si prova a passare dal campo alla panchina?
Sono due ruoli differenti ma li accomuna una sola e sacra cosa: la passione. Sicuramente alla base del ruolo di allenatore ci deve essere una conoscenza da poter trasmettere ai propri giocatori. Il fatto di aver giocato a buoni livelli mi aiuta, ma il ruolo è diverso. Sono fortunato perchè ho una squadra che mi segue e mi rende più facile questa avventura.
Mister grazie per il suo tempo e in bocca a lupo per il proseguo della stagione.
Grazie, in bocca al lupo al Benevento ed anche a voi per il vostro lavoro.
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