Ci sono momenti in cui ogni parola è priva di senso perché troppo grande è il vuoto intorno.
Eppure non possiamo restare in silenzio perché omaggiare Marco è un atto dovuto. Un atto dovuto è ricordare il giornalista, che più di tanti ardeva del fuoco della passione; salutare il tifoso, forte della sua fede incrollabile; inchinarci dinanzi a un sorriso più forte della tempesta.
Foto: il Quaderno.it
Ha tanto da insegnare ad ognuno di noi il sorriso aperto e schietto di Marco, a tutti quelli che per una partita partono pugni e insulti, a chi alle avversità risponde col disfattismo, perché darsi per vinti o scalpitare è più facile che proseguire con fatica e fiducia. E, anche se ci ha lasciati a soli 22 anni, Marco Santamaria ci ha regalato questa grande lezione di vita, nonostante, vien da pensare, la vita con lui sia stata beffarda.
Sono tantissimi gli amici che hanno voluto ricordarlo, come chi, pur non conoscendolo direttamente, è rimasto toccato dalla sua storia e ha sentito il bisogno di dedicargli un pensiero. Noi ci uniamo a tutte queste voci ringraziando Marco per tutto questo.
Ieri dinanzi a un altare, domani sul campo per salutarlo ancora una volta: ci piace pensare che ci guarderà ancora.
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