Pure le cefalee sono patologie posturali?
Sembra un’esagerazione ma non lo è.
Diciamo però subito che tra i tanti tipi di cefalea conosciuti solo la cefalea tensiva può essere collegata a disfunzioni del Sistema Tonico-Posturale e soprattutto al suo sensore “bocca”.
Tale cefalea è associata ad uno stato di tensione muscolare (perciò “miotensiva”) dovuto a situazioni stressanti, a volte anche occulte, cui si dà sfogo col serramento dei denti. Ed è proprio il serramento dentale punto di partenza e cardine del mal di testa. Il serramento dei denti più o meno intenso ma costante nel corso della giornata e/o della notte (la cefalea presente già al risveglio è caratteristica) provoca uno stato di contrattura dei muscoli cervicali che serve a trattenere il capo che è proiettato in avanti e che è, quindi, in una situazione di disassetto posturale.
Questa tensione prolungata dei muscoli cervicali provoca un grave affaticamento degli stessi che, semplicemente, si stancano ed iniziano a dare dolore alla regione posteriore del collo; il dolore, a sua volta, s’irradia alla nuca, alla sommità del capo e dietro gli occhi, prevalentemente da un lato – configurando il quadro di emicrania – con successiva, frequente e rapida diffusione del dolore a tutta la testa.
A generare tale tipo di cefalea, quindi, è lo stress, sia esso di natura affettiva, sentimentale, sociale, economico, lavorativo, traumatico e via discorrendo, anche misconosciuto, che fa partire il serramento dentale, che sbilancia la testa in avanti.
Ma perché in tali condizioni, frequentemente, si serrano i denti? Ebbene, per affrontare le difficoltà ci si deve far forza e siccome il serrare i denti fa aumentare la forza e la resistenza, ecco spiegato il perché. Quante volte abbiamo detto ad un amico o ad altre persone in difficoltà che ci stanno a cuore “… dai, stringi un po’ i denti e vai avanti …”! Il serramento dei denti, come si vede, è vecchio quanto il mondo. Alle partorienti, nella fase di espulsione del feto, si richiede molta forza e resistenza per cui sovente le si aiuta mettendo loro un fazzoletto (quando si partoriva in casa) o un rotolo di garza fra i denti; il tutto non serviva e non serve a mascherare le urla o il dolore ma a rendere più veloce la nascita del bambino. Ancora, accanto agli scheletri dei rematori delle navi da guerra romane affondate sono stati trovati dei pezzi di legno tenero con impresse le impronte dei loro denti: erano i “bites” primordiali che loro mettevano fra i denti in battaglia quando era richiesta più energia e più velocità di voga per tempi prolungati.
E’ opportuno precisare che quando il serramento dentale è transitorio e dura solo alcuni giorni, settimane o pochi mesi, non genera danni irreversibili e non dà cefalea se non episodica; lo stress deve essere forte e duraturo per poter essere fonte di altri guai.
Lo stress, quindi, è la causa fondamentale – se non la sola – nella genesi della cefalea tensiva; non a caso in tale tipo di patologia, oltre ai comuni analgesici, vengono spessissimo prescritti farmaci tranquillanti e/o antidepressivi.
E’ importantissimo, allora, nel trattamento dei questa cefalea evitare il serramento dentale ed il bruxismo, proteggere il denti dall’usura, fare delle attività rilassanti e, in alcuni casi, affidarsi ad uno psicologo per la “terapia di gestione dello stress”.
Chi soffre di cefalea tensiva non è “matto” o “esaurito”. Si sta solo facendo forza e, allo stesso tempo, danni.
Più in là si parlerà anche di quali sono le terapie “posturali” per la cefalea tensiva.
Albino Sarchioto
ortopedico e posturologo
www.centroreset.it
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